Dario Marino

Dario Marino

Ha conseguito nel 2010 la laurea specialistica in Scienze Internazionali presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università degli Studi di Siena con una votazione di centodieci su centodieci e lode. Dal 2012 è membro del consiglio d’amministrazione della cooperativa sociale Terra di Resilienza, che si occupa di agricoltura, innovazione sociale e sviluppo locale.
Nel 2005 ha contribuito alla redazione del volume
Democrazia, laicità e società multireligiosa (FrancoAngeli, 2005) con una ricerca dal titolo Olanda, fine di un sogno. Ha redatto il saggio Introduzione al pensiero politico di Carlo Pisacane, in Torraca: il Risorgimento, Pisacane ed altre vicende (2011).
Nel 2017 ha pubblicato la monografia
L’annessione, violenza politica nell’Italia postunitaria (GOG Edizioni, 2017), libro finalista del premio Acqui Storia 2018 nella sezione storico-divulgativa. Dal 2017 è redattore di articoli di divulgazione storica per BBC History Italia, edizione italiana della omonima rivista di contenuto storico lanciata da BBC Magazines.
Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive e conferenze su tematiche storiche. I suoi ambiti di ricerca riguardano la storia del Mezzogiorno d’Italia nel XIX secolo, l’America Latina e gli studi di psicologia della storia.

Presentazione della ricerca
1820-1828: la rivoluzione possibile delle province continentali del Regno delle Due Sicilie


Tutor
Carmine Pinto

Co-tutor
Luca Di Mauro


Descrizione del progetto

La rivoluzione del 1820-1821 nel Regno delle Due Sicilie, attraversata da una molteplicità di conflitti e di fattori specifici, contribuisce a confutare alcuni degli stereotipi della storia politica del Mezzogiorno d’Italia e serba un potenziale esplicativo originale su taluni processi che hanno contraddistinto la storia dell’Italia contemporanea. Nei limiti di un rinnovato interesse verso questo orizzonte storiografico, la ricerca intende approfondire il tema delle relazioni tra le tendenze centripete e quelle centrifughe della società meridionale di provincia attraverso l’analisi della rivoluzione costituzionale del 1820-1821, valutando empiricamente il peso che gli ideali e gli interessi della periferia ha esercitato nelle evoluzioni e nei processi di modernizzazione della storia politica del Regno delle Due Sicilie. L’attenzione della ricerca si rivolge all’analisi delle dinamiche interne della storia politica delle province meridionali e a quei fattori che determinarono la difficile conciliazione fra le esigenze dell’accentramento e la rappresentanza degli interessi, spingendo da un lato strati più illuminati di popolazione verso le prime organizzazioni carbonare, dall’altro una massa di esclusi verso le forme endemiche del brigantaggio. Le analisi sul laboratorio politico costituzionale del 1820-1821 nelle province continentali, insieme ad una ricerca di lungo periodo sulla Carboneria meridionale e sul suo grado di differenziazione territoriale, permettono di caratterizzare le forme di mobilitazione nella cultura politica del Mezzogiorno preunitario (con particolare riferimento alle identità politiche delle “patrie minori”), di specificare meglio i molteplici effetti del centralismo amministrativo sulle periferie, di riflettere sul concetto di “centralità marginale” del Mezzogiorno rispetto al processo unitario, di avanzare ipotesi sul concetto di modernità politica nelle società arretrate e di arricchire, in ultima analisi, i termini della “questione napoletana”.
L’arco cronologico preso in esame, che si estende fino alla rivolta del Cilento del 1828, assume un valore periodizzante nell’analisi dei mutamenti del rapporto storico reciproco e di lunga durata tra il centro e la periferia del Mezzogiorno continentale. L’ambito territoriale della ricerca riguarda le province dell’appennino meridionale, tenendo in conto sia la diffusione e la persistenza della Carboneria in queste aree, sia quei fattori specifici che permettono alla ricerca, in tale particolare contesto, di acquistare un senso ulteriore. La ricerca si avvale della consultazione di documenti dei fondi archivistici che si riferiscono al periodo storico preso in esame, con particolare riferimento al ricco corpus documentale dei processi politici seguiti alla Restaurazione. Specifica attenzione verrà rivolta alla memorialistica e agli archivi familiari che consentono di ricostruire la storia politica dei casi di studio presi in esame.

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